| Archivio Storico delle Acque e delle Terre Irrigue | ||||||
| Il palazzo dell'Archivio | ||||||
| II palazzo che ospita l'Archivio Storico delle Acque e delle Terre Irrigue
probabilmente esisteva già in epoca romana, come testimoniano i reperti
archeologici emersi durante gli scavi per la realizzazione di locali sotterranei. Le esplorazioni - effettuate nel 1984 sotto il controllo della Soprintendenza Archeologica del Piemonte - hanno permesso di individuare una serie di strutture murarie appartenenti ad almeno tre epoche successive, databili tra la romanità ed il medioevo. Si presume che fino al 1600 il palazzo costituisse un unicum con quello adiacente al lato sud. Nella seconda metà del 1600 venne costruita la manica in fondo al cortile, a due piani fuori terra, con funzione di scuderie e servizi; successivamente, forse dopo la seconda metà del '700, fu innalzato l’altro corpo che delimita il cortile verso sud e la scala che ancora oggi serve la manica verso strada: l’edificio assunse allora l'aspetto di struttura "chiusa" che ha tuttora. |
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| Si tratta, nel complesso, di un esempio di piccolo palazzotto
borghese (la proprietà risulta conservata dalla Famiglia Ferraroli
ed Eredi dal 1768 al 1978) del barocco lombardo a Novara, giunto ad oggi
praticamente inalterato nelle volumetrie realizzate nel '700. Attualmente è di proprietà dell'Associazione Irrigazione Est Sesia, che l'ha acquistato nel 1978 e l'ha destinato a sede dell’Archivio Storico delle Acque e delle Terre irrigue. II degrado dell'immobile e la particolare funzione che ora è chiamato a svolgere hanno imposto una radicale ristrutturazione dell'edificio, che, pur nella conservazione dei valori architettonici e decorativi originali ne permettesse la fruizione e ne valorizzasse i temi compositivi di edificio barocco. La progettazione del restauro è stata redatta dallo studio di architettura De Martini e Falconi di Milano e i lavori sono stati condotti dall'Associazione Irrigazione Est Sesia, che ha fruito di apposito finanziamento del Ministero dell’Agricoltura. |
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| Oltre agli interventi strutturali di risanamento degli ambienti e di rafforzamento
delle strutture portanti, è stata realizzata una copertura in vetro
e acciaio del cortile interno e dei ballatoi, che ha permesso di ottenere
un'ampia e luminosa sala di studio e di consultazione, utilizzabile anche
per altri scopi culturali (mostre, convegni, conferenze, proiezioni ecc.)
e di ricavare i necessari ambiti di disimpegno dei locali ai piani superiori
senza snaturare il caratteristico interno di "casa di ringhiera”. |
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| In collaborazione con le Soprintendenze dei Beni Archeologici, dei Beni
Ambientali e Architettonici e dei Beni Artistici e Storici di Torino sono
stati condotti gli interventi di riscoperta, salvataggio e conservazione
non solo dei reperti archeologici (sottomurazioni romane e pozzo medievale
del sottosuolo) ma anche degli affreschi alle pareti e delle decorazioni
dei soffitti. La facciata è stata riportata al disegno originario, con l'eliminazione dei locali commerciali e delle relative vetrine ricavate in epoca successiva; sono state anche eliminate le sovrastrutture di recente realizzazione del cortile, riportando lo stesso al disegno settecentesco. |
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