La Rete Irrigua


 

 

Le acque consorziali vengono portate all’utilizzazione attraverso un’imponente rete di canali, fortemente interconnessa, che costituisce un grande complesso irriguo unitario, così articolato dal punto di vista organizzativo:

> la rete principale, formata dai cavi definiti di “Direzione Generale” e comprendente i canali considerati di interesse della generalità degli utenti irrigui e industriali;

> le reti distrettuali, costituite dai canali primari e secondari di pertinenza dei singoli Distretti (raggruppamenti ai fini irrigui di terreni agricoli frammentati);

> le reti aziendali, formate da canali e fossi di pertinenza dei singoli Tenimenti Isolati (aziende agricole accorpate).

Tale distinzione è determinante ai fini del riparto degli oneri di esercizio e di manutenzione, in quanto quelli relativi alla rete principale (spese comuni) vengono suddivisi tra tutti gli utenti, irrigui e industriali; quelli inerenti alle reti distrettuali restano a carico dei Consortisti dei singoli Distretti (spese distrettuali) e quelli riguardanti i canali e i fossi dei Tenimenti Isolati vengono sostenuti direttamente dalle aziende che costituiscono i Tenimenti stessi.

Complessivamente la rete consorziale, comprendente l’intera rete distributiva ed altresì quella di raccolta e recapito delle acque di colo e di sgrondo delle acque meteoriche, presenta uno sviluppo di circa 9.000 chilometri.

 
LA RETE PRINCIPALE

Le acque della “rete principale”, derivate dalle diverse fonti idriche, sono costituite dai grandi canali adduttori, dalle loro maggiori diramazioni e dagli altri corsi d’acqua in gestione al Consorzio, ritenuti d’interesse generale del comprensorio; tale rete ha uno sviluppo di 1768 chilometri e si incardina sul canale Cavour e sul canale Regina Elena. 

Il canale Cavour, realizzato in soli 3 anni dal 1863 al 1866, è derivato dal Po a Chivasso e integrato con le acque della Dora Baltea attraverso il canale sussidiario Farini, nei pressi di Saluggia. La sua lunghezza è di 86 chilometri, di cui 26 tra Sesia e Ticino; la portata massima all’imbocco è di 110 m³/s e quella ad est del Sesia di 85 m³/s. Le acque del canale vengono portate a destinazione attraverso i suoi diramatori:

- il diramatore Quintino Sella (portata 32 m³/s), che si diparte con direzione nord-sud da Novara ed è utilizzato fin dalla sua costruzione, nel 1872, oltre che per scopi irrigui anche per la produzione di energia idroelettrica; in territorio di Cilavegna si suddivide nei due subdiramatori Mortara e Pavia;

- il diramatore Vigevano (lunghezza 31 km, portata all’imbocco 28 m³/s) venne ceduto al Demanio dello Stato nel 1893 dai Comuni che l’avevano costruito e successivamente ampliato e prolungato.

> Il canale Regina Elena, iniziato nel 1938 ed entrato in esercizio nel 1954, deriva dal Ticino (utilizzando le acque del lago Maggiore regolato) e si immette nel canale Cavour in prossimità di Novara, dopo un percorso di quasi 25 chilometri; la sua portata all’imbocco è di 70 m³/s. Poichè l’invaso del lago Maggiore rappresenta, specie nei periodi di carenza idrica, la più sicura fonte di approvvigionamento per l’intera rete, il canale Regina Elena ha per l’appunto la funzione – oltre che di estendere l’irrigazione a terreni asciutti – di integrare le ricorrenti deficienze del canale Cavour.

> Il Diramatore Alto Novarese, derivato dal canale Regina Elena, si immette nel canale Cavour poco a valle del sottopasso di quest’ultimo al fiume Sesia; Il Diramatore Alto Novarese, realizzato nella parte iniziale contemporaneamente al canale Regina Elena, è stato ampliato e prolungato, entrando completamente in funzione nel 1981 e ciò, oltre ad integrare le portate del canale Cavour, ha consentito anche di estendere l’irrigazione nell’alta pianura novarese.

> La roggia Mora, costruita nell’assetto attuale da Ludovico il Moro nella seconda metà del XV secolo, ha una portata di 12 m³/s ed una lunghezza di oltre 50 chilometri per condurre le acque del fiume Sesia, derivate oggi nel territorio di Prato Sesia, fino in Lomellina, a Vigevano e Cassolnovo, dopo aver raccolto le acque dei torrenti che il canale interseca sul suo cammino: Strona, Agogna e Terdoppio.

> La roggia Busca, costruita nel 1380, ha una lunghezza di 54 chilometri ed una portata di 34 m³/s, è derivata dal fiume Sesia.

> La roggia Biraga, anch’essa derivata dal fiume Sesia, venne costruita nel 1424, ha una lunghezza di 51 chilometri ed una portata di 27 m³/s.

> Il Roggione di Sartirana è la derivazione più meridionale del Sesia, destinata all’irrigazione della Lomellina; realizzato nel 1387, ha una portata di 27 m³/s ed una lunghezza di 27 km.

> Il Naviglio Langosco, costruito nel XVII secolo, è derivato dal fiume Ticino a Galliate con una lunghezza di oltre 43 chilometri.

> Il Naviglio Sforzesco, derivato anch’esso dal fiume Ticino tra Trecate e Galliate, segue un percorso di 27 chilometri in direzione parallela al fiume, verso Vigevano.