L’utilizzazione idroelettrica delle acque

 

Est Sesia, da sempre sensibile al tema delle energie pulite, ha avviato e consolidato un piano di utilizzo delle risorse idriche del territorio.

La produzione di energia idroelettrica è ottenibile dal flusso costante nei canali irrigui e principalmente lungo i grandi corsi d’acqua artificiali che derivano dai fiumi alpini o dai laghi prealpini; infatti, nella zona collinare pedemontana e nell’alta pianura, la pendenza naturale del terreno risulta notevolmente maggiore rispetto a quella richiesta dai canali, i quali presentano quindi frequenti “salti di fondo”, potenzialmente utilizzabili per produrre energia pulita.

Nel comprensorio Est Sesia sono stati censiti oltre 200 salti di fondo; si tratta, in genere, di dislivelli di alcuni metri con portate dell’ordine di 10÷25 m³/s. Le situazioni più favorevoli furono già utilizzate in passato ed ebbero un ruolo determinante nel favorire, alla fine del XIX secolo, l’industrializzazione di molte aree padane; con l’invecchiamento degli impianti non si provvide ai necessari rinnovi e molte installazioni vennero definitivamente dismesse negli anni ’60 del secolo scorso, gli anni del “petrolio facile ed economico”.

Ovviamente, la realizzazione di nuovi impianti ed il ripristino di quelli abbandonati sono subordinati alla verifica della convenienza economica, la quale sostanzialmente dipende dal “valore di vendita” dell’energia prodotta, tenuto conto delle possibilità offerte sia dalla normativa sui finanziamenti agevolati a favore delle energie alternative sia da quella sulla circolazione e cessione dell’energia elettrica.

Per giungere rapidamente alle attuazioni, il Consorzio ha adottato varie forme, che vanno dalla semplice concessione a terzi dell’utilizzazione alla realizzazione e gestione diretta.

Sulla rete irrigua dell’Est Sesia le centrali attualmente in esercizio sono 38 (più 3 gestite da Est Sesia nel comprensorio della Coutenza Canali Cavour) con una potenza complessiva di quasi 27.000 kW; altre 44 centrali sono in corso di progettazione o in realizzazione.

Anche se le quantità non sono certo rilevanti se raffrontate con quelle complessive nazionali, si tratta pur sempre di una produzione di energia particolarmente favorita ed incentivata dallo Stato (L. 9 gennaio 1991, n. 10), in accordo con la politica energetica della Comunità Economica Europea; gli interventi in tal senso sono dichiarati “di pubblico interesse e di pubblica utilità” e le relative opere “indifferibili ed urgenti ai fini dell’applicazione delle leggi sulle opere pubbliche”.

Una maggior disponibilità dei fondi, già previsti dalla legislazione vigente in questa materia, ed un’auspicabile semplificazione delle procedure autorizzative potrebbero costituire, per i consorzi gestori delle reti irrigue, un ulteriore incentivo a promuovere una maggior utilizzazione di questa fonte di energia rinnovabile e pulita, dalla quale possono derivare, sia pure con qualche maggior incombenza a carico dei consorzi stessi, introiti preziosi ai fini del contenimento dei costi di gestione delle reti irrigue e quindi di quelli finali dell’irrigazione.