Centrale Idroelettrica Restituzione sulla riva sinistra del Naviglio d'Ivrea ampliato, in comune di Tronzano Vercellese Ristrutturazione degli impianti
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Il sito/Il territorio |
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“… Detto terreno confina a Nord ed ad Est con il nuovo andamento della strada comunale Alice-Tronzano,a sud con la proprietà demaniale costituita dalle adiacenze del canale Naviglio d’Ivrea e ad ovest con la proprietà demaniale costituita dalle adiacenze del canale Depretis …” |
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In occasione del necessario intervento di adeguamento tecnologico degli impianti, la proposta di recupero di un pregevole edificio dell’inizio del secolo scorso, si ispira con sensibilità anche ai principi della Convenzione Internazionale “The Convention for Safeguarding of the Intangibile Cultural Heritage”, siglata a Parigi il 17 ottobre 2003 e non ancora ratificata in Italia, che stabilisce la fondamentale interdipendenza tra patrimonio culturale tangibile ed intangibile (www.unesco.beniculturali.it). La spontanea salvaguardia di un peculiare patrimonio storico, architettonico, e d’impresa, attraverso la ricerca della documentazione scritta, fotografica e visuale del bene per la conoscenza, la divulgazione, la protezione e la valorizzazione, sia del manufatto che del contesto in cui si colloca, si è resa possibile grazie alla sapiente collaborazione istituzionale fra la Soprintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio del Piemonte (Arch. Direttore Gianni Bergadano), il Comune di Tronzano Vercellese e l'Associazione Irrigazione Est Sesia (Ing. Bruno Bolognino), che, ai fini della realizzazione del progetto di ristrutturazione degli impianti, ha costituito con Energia Italia S.r.l. (Ing. Armando Manca di Villahermosa), la Società Idroelettrica Restituzione S.r.l. "Interessante recupero quello attuato dall’Associazione Irrigazione Est Sesia di Novara per la Centrale Idroelettrica Restituzione di Tronzano Vercellese. La struttura (1926) è posta sullo storico Naviglio di Ivrea, opera terminata nel 1474 e visitata da Leonardo da Vinci, probabilmente tra il 1474 e il 1489. L’occasione permette il crearsi d’un precedente in un settore, quello del recupero delle centrali idroelettriche, non comunemente frequentato da tecnici e Soprintendenze piemontesi. La novità consiste nella duplice operazione di recupero sia tecnico/funzionale dell’impianto che architettonica, con l’applicazione del moderno concetto di restauro conservativo, preceduto dalla necessaria campagna diagnostica, in analogia alla corrente prassi sul patrimonio monumentale. Fondamentale il corretto instaurarsi di un rapporto di collaborazione istituzionale tra la Soprintendenza, la Proprietà ed i tecnici incaricati, l’architetto Laura Mira Bonomi e l’ingegner Mario Marongiu". Gianni Bergadano |
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