Archivio Storico dei Canali Cavour

Ultimo aggiornamento il 9 marzo 2018 alle 15:36

L’Archivio Storico dei Canali Cavour ha origine dall’omonima Amministrazione, Ufficio periferico del Ministero delle Finanze e dai precedenti organismi amministrativi – succedutisi nel tempo – responsabili della costruzione e della gestione dei canali; la documentazione comprende anche stralci degli archivi dei privati, delle famiglie nobiliari, degli enti ecclesiastici, dei comuni ecc., che in epoche ancora più antiche hanno promosso iniziative irrigatorie e hanno curato la gestione di tali canali fino alla loro cessione al Demanio dello Stato.

Per meglio comprendere la struttura dell’archivio occorre tenere presente che un primo nucleo di canali, ritenuti “patrimoniali”, veniva gestito nello Stato sabaudo, già in anni precedenti al 1700, dall’“Economato dell’Interno”; dopo il 1800, il servizio dei Regi Canali passò all’“Azienda Generale delle Finanze”, nel ramo “Azienda dei Canali Piemontesi”, che aveva sede centrale a Torino e disponeva di sei dipendenti Circoli o Dipartimenti: a Cigliano, a Fossano (poi a Cuneo), a S. Giorgio Canavese, ad Alessandria e a Torino stessa.

Per tale periodo la documentazione riguarda quindi il territorio vercellese e torinese, non essendo l’Amministrazione statale praticamente presente nel novarese. Successivamente venne costituita la “Compagnia Generale dei Canali d’Irrigazione Italiani (Canale Cavour)” per la costruzione del canale Cavour, organismo che di fatto si sostituì all’Azienda Generale nella gestione dell’irrigazione per il periodo 1863-1874.

Infine, il lungo periodo che va dal 1874 al 1981 fu contraddistinto dalla presenza dell’Amministrazione (dapprima “Speciale” poi “Generale”) dei Canali Demaniali d’Irrigazione (Canale Cavour) che gestì, alle dipendenze del Ministero delle Finanze, la rete dei canali sia sotto il profilo tecnico che amministrativo, regolando i rapporti con i consorzi degli utenti di tali acque attraverso appositi atti di concessione a termine.

La documentazione più antica contenuta nell’Archivio risale alla seconda metà del secolo XV; la sequenza temporale continua, senza cesure, fino al 1981, quando l’Amministrazione ha cessato di fatto ogni attività per effetto della legge 27 dicembre 1977 n. 984.

A seguito di tale evento l’Archivio è stato consegnato alla Coutenza Canali Cavour (costituita dall’Associazione Irrigazione Est Sesia e dall’Associazione d’Irrigazione Ovest Sesia), che a sua volta ha incaricato l’Est Sesia della gestione.

Con la consegna (1983) di così vasto materiale documentario si è posto il problema di ricostruire, attraverso gli strumenti di corredo pervenuti, l’ordine gerarchico delle serie e le numerazioni originali dei documenti. Il materiale consegnato era stato infatti imballato frettolosamente in 250 scatoloni, del cui contenuto era stato fatto un elenco molto sommario.

Le operazioni di riordino sono state condotte alla presenza di un funzionario dell’Archivio di Stato di Novara appositamente incaricato, con il quale sono stati puntualmente verbalizzati l’apertura e il contenuto di ogni cassa .

La documentazione, che si presentava abbastanza in disordine e in molti casi lacunosa, è stata ricondotta a cinque serie documentali, grazie anche all’adozione di programmi informatici che hanno permesso la ricostituzione virtuale delle serie, ancor prima di quella reale.

Le serie, nel rispetto delle denominazioni originali, sono così contraddistinte:

  • Regi Canali
  • Atti patrimoniali
  • Atti e contratti dell’Ufficio centrale e di quelli periferici dell’Amministrazione Canali Cavour
  • Documentazione più recente (Posizioni)
  • Disegni

Le sopraindicate serie archivistiche non sono in rapporto gerarchico tra loro ma completamente autonome; e i documenti al loro interno conservano le numerazioni originali, quando esistenti.

Va rilevato che tutto l’archivio aveva subito nel tempo diversi tentativi – di cui alcuni riusciti – di riordino, per cui sullo stesso documento si rilevano spesso più segnature. Individuata, anche attraverso inventari e repertori, l’ultima numerazione, questa è considerata dominante nel presente riordino; sono però state riportate tutte le segnature leggibili, a volte scritte a matita o con colori diversi, rendendo così possibile la ricostituzione virtuale di serie pregresse, successivamente riordinate diversamente.

Sono state rispettate e conservate le unità archivistiche originali, che in alcuni casi sono “fascicoli”, quindi insieme di documenti attinenti allo stesso argomento, altre volte sono “documenti” cioè singoli atti spesso corredati da allegati.

La descrizione delle unità archivistiche è stata compiuta analiticamente, riportando innanzi tutto il titolo (originale se esistente, posto tra virgolette) o il regesto corredandolo poi dei dati fondamentali del documento (data o estremi, località interessata, parti in causa se vertenza giudiziaria ecc); sono stati quindi enucleati e descritti i documenti più significativi in ogni unità contenuti e i relativi allegati.

L’Archivio dei Canali Cavour comprende anche una serie di volumi – la cosiddetta Biblioteca dell’Amministrazione Generale dei Canali Cavour – di argomento tecnico e comunque legato alla gestione delle acque, già informaticamente inventariata e assommante a circa 450 pezzi.