Sezione di Vigevano

Ultimo aggiornamento il 12 settembre 2017 alle 12:22

Lo sviluppo dell’attività irrigatoria dell’Est Sesia in Lomellina, con l’assunzione in gestione di alcuni importanti corsi d’acqua di antica origine, ha suggerito l’opportunità di aprire e conservare presso l’Ufficio Zonale Vigevano, in una zona appositamente ristrutturata, una Sezione staccata dell’Archivio Storico delle Acque e delle Terre Irrigue che contenga e conservi la documentazione di più specifico riferimento lomellino ed in particolare:

  • l’Archivio della Nobile Famiglia Saporiti, che contiene anche la documentazione relativa:
    • alla roggia Mora Saporiti, alla roggia Vecchia di Vigevano ecc.,
    • al Naviglio Sforzesco, di proprietà indivisa degli eredi della suddetta famiglia e dell’Est Sesia, consegnato all’Est Sesia per la gestione e la conservazione;
    • l’Archivio Storico del Naviglio Langosco, già in possesso dell’Associazione, a seguito del passaggio del Naviglio stesso all’Ente, nel 1995.

Nelle serie archivistiche sopra indicate sono compresi numerosi disegni, anch’essi già inventariati ed ora digitalizzati.

A valutare la rilevanza di tali archivi è sufficiente ricordare il significato storico che le tenute ducali (Sforzesca di Vigevano e Villanova di Cassolnovo) hanno avuto per lo sviluppo dell’agricoltura irrigua lombarda e della pianura padana in generale. Qui infatti avvenne la prima coltivazione del riso nella seconda metà del XIV secolo e proprio per la redenzione di queste terre, aride ed incolte, vennero realizzati il Naviglio Sforzesco, dal Comune di Vigevano, e la roggia Mora, da Ludovico il Moro, a partire rispettivamente dal 1445 e dal 1481.

Di non minore importanza e valenza storica è il Naviglio Langosco, realizzato nel XVII secolo, con un percorso di oltre 40 chilometri, per concessione di Filippo III, re di Spagna e duca di Milano, al conte Guido Langosco.

I titoli contenenti i diritti relativi a tali corsi d’acqua, le testimonianze scritte delle opere realizzate, delle spese effettuate, dei rapporti intercorsi con i concessionari delle acque, ed altresì la ricca documentazione iconografica di tali corsi d’acqua costituiscono un compendio inscindibile che deve essere conservato e valorizzato al meglio nella città che, insieme con Milano, vide e visse in forma pregnante la presenza degli Sforza in Lombardia.