14 Luglio 2026

Assemblea Nazionale ANBI

Assemblea Nazionale ANBI

“L’acqua è strategia: il modello italiano per la sicurezza, la crescita e la pace”

Si è tenuta a Roma, presso il Carpegna Palace Hotel, nelle giornate del 1° e 2 luglio, l’Assemblea nazionale di ANBI, appuntamento che ha riunito Istituzioni, Consorzi di bonifica e rappresentanti del mondo agricolo. Tra i relatori sono intervenuti il Ministro Tommaso Foti, il Ministro Francesco Lollobrigida, il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini, il Presidente della CIA Cristiano Fini, insieme a esponenti del Parlamento e delle Regioni.

“L’acqua è strategia: il modello italiano per la sicurezza, la crescita e la pace” è stato il filo conduttore dei lavori, che hanno posto al centro la necessità di trasformare l’acqua in una vera infrastruttura strategica per il Paese.

Tra i temi principali affrontati figurano il Piano Invasi Multifunzionali, l’incremento della capacità nazionale di accumulo idrico e la modernizzazione delle reti irrigue attraverso la digitalizzazione e una manutenzione programmata. ANBI ha ribadito come il sistema italiano riesca oggi a trattenere solo una quota limitata delle precipitazioni annuali, rendendo sempre più urgente un cambio di paradigma nella gestione della risorsa idrica.

Per questo è fondamentale destinare adeguati investimenti alla realizzazione e al potenziamento di infrastrutture capaci di accumulare l’acqua nei periodi di maggiore disponibilità, ad esempio durante gli eventi piovosi, per renderla disponibile nei momenti di maggiore necessità. Una scelta strategica per rafforzare la resilienza del sistema agricolo e garantire la sicurezza del Paese.

È inoltre necessario definire strategie di adattamento alla crisi climatica, con l’obiettivo di superare una gestione emergenziale dell’acqua e adottare una pianificazione strutturale, in grado di sostenere agricoltura, sicurezza alimentare e sviluppo dei territori.

Nel corso della prima giornata è stato sottoscritto un Protocollo d’Intesa tra ANBI, il Dipartimento della Protezione Civile e le Autorità di bacino distrettuali, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione istituzionale nella prevenzione, nel monitoraggio e nella gestione dei rischi legati a siccità, alluvioni, frane ed eventi costieri, favorendo lo scambio di dati, lo sviluppo di strumenti innovativi e una pianificazione sempre più efficace per la tutela del territorio.

Una sinergia che mette in rete competenze, conoscenze e tecnologie per affrontare con maggiore efficacia le sfide poste dai cambiamenti climatici e costruire un Paese più resiliente.

A chiudere l’Assemblea è stato il Ministro Tommaso Foti, che ha dichiarato:

«I Consorzi di bonifica si confermano un punto di riferimento decisivo per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, grazie a 258 interventi già conclusi e rendicontati, per un investimento complessivo di 5,4 miliardi di euro. Oggi l’acqua non è più soltanto un tema ambientale, ma rappresenta un asset strategico per il raggiungimento degli obiettivi europei del 2030, che prevedono un incremento del 10% della resilienza complessiva dell’Unione europea. Traguardi che, senza un’adeguata attenzione al settore idrico, sarebbero difficilmente conseguibili.

Nell’ambito della Politica di Coesione 2021-2027, in linea con gli indirizzi della Commissione europea che individua nella resilienza idrica uno dei pilastri per il futuro, l’Italia ha portato a 2,4 miliardi di euro le risorse destinate alla progettazione, all’attuazione e alla rendicontazione di interventi da completare entro il 2029. Attualmente sono stati impegnati solo 400 milioni di euro per 180 interventi: esistono quindi ampi margini per presentare nuovi progetti rapidamente cantierabili.

È necessario superare la retorica di un ambientalismo ideologico che ostacola infrastrutture indispensabili, come le dighe. Tra le priorità operative vi è inoltre la pulizia dei fondali degli invasi, i cui sedimenti non devono più essere considerati rifiuti speciali, ma risorse da valorizzare nell’ottica dell’economia circolare.

La strada da percorrere è ancora lunga. Per vincere questa sfida sarà decisivo rafforzare la cooperazione istituzionale, superando l’attuale frammentazione delle competenze, uno dei limiti storici del settore, attraverso una sinergia efficace tra Stato, Regioni, enti locali, Consorzi di bonifica e Soprintendenze. Solo così la risorsa idrica potrà essere tutelata e resa pienamente disponibile per tutti i suoi utilizzi: agricolo, industriale e civile.»

Anche il Ministro Francesco Lollobrigida ha ribadito la centralità della gestione dell’acqua per il futuro del Paese:

«L’acqua è indispensabile per l’agricoltura, l’agricoltura è centrale per la tutela dell’ambiente e l’ambiente è determinante per la gestione del clima. Come Governo abbiamo voluto restituire una visione strategica a questo tema, seguendo il modello virtuoso dei Consorzi di bonifica, capaci di individuare i bisogni dei territori, programmare gli interventi, progettare e realizzare opere prioritarie per il Paese e per le future generazioni.

Per affrontare l’emergenza idrica e superare la storica sovrapposizione delle competenze, che ha generato inefficienze e blocchi amministrativi, è stata istituita una Cabina di Regia interministeriale. Dei 253 progetti strategici presentati dai Consorzi di bonifica, ben 108 fanno capo direttamente al Ministero dell’Agricoltura. Attualmente in Italia viene trattenuto appena l’11% dell’acqua piovana: è evidente la necessità di intervenire con soluzioni strutturali. Già oggi, attraverso la pulizia dei fondali delle dighe, potremmo incrementare del 30% la disponibilità di acqua. La Cabina di Regia sta lavorando prioritariamente su questo obiettivo.»

A concludere i lavori è stato il Presidente di ANBI, Francesco Vincenzi:

«Se le risorse si trovano solo nelle emergenze, significa che c’è un problema. Il Piano Invasi Multifunzionali rappresenta una necessità per il Paese di fronte alla crisi climatica, che mette a rischio il futuro dell’agricoltura e delle aree interne. Dobbiamo continuare a rilanciare le nostre proposte con determinazione, perché prevenire significa anche risparmiare.

La disponibilità di acqua deve diventare una priorità nazionale e occorre accelerare i tempi, perché non possiamo attendere fino a quindici anni per vedere realizzata un’opera. Il Piano Idrico Nazionale rappresenta un importante passo avanti nella programmazione, ma ora deve tradursi in interventi concreti, con risorse certe e tempi definiti.

Con il PNRR abbiamo dimostrato di saper rispettare gli stringenti cronoprogrammi europei; sapremo fare altrettanto con i Fondi per la Coesione.»

L’Assemblea Nazionale ANBI ha così confermato la centralità di una governance dell’acqua fondata su programmazione, investimenti e collaborazione istituzionale, ribadendo come la gestione sostenibile della risorsa idrica rappresenti una condizione imprescindibile per garantire competitività all’agricoltura, tutela del territorio e sviluppo del Paese.